Un Gesù Bambino Di Colore…arancione!

Kiremba – Burundi, Natale 1994. Anche nella chiesa della parrocchia di Kiremba il Natale viene festeggiato con un bel presepe. Le statuine di pastori e contadini sono intagliate nel legno e, più o meno, abbigliate con i tradizionali abiti barundi, la stella cometa risplende sulla capanna, mentre le palme decorano un paesaggio decisamente africano.

La neve, per fortuna, non è stata messa: l’abete natalizio, decorato con le palline colorate è più che sufficiente per dare un tocco di “anomalia” all’insieme.

La “cosa” più sbagliata, però, è il Bambin Gesù: con i capelli biondi, gli occhioni azzurri e la pelle chiarissima, non sfigurerebbe in un presepe nordico o, almeno, italiano, ma qui è proprio fuori luogo!

Sembra che, in mancanza di una descrizione particolareggiata, ciascuno di noi tenda ad immaginare i personaggi di cui sente parlare – o di cui legge – come appartenenti al proprio gruppo etnico: così, nella fantasia di chi si sta costruendo un’immagine mentale, una ragazza con “lunghi capelli lisci e scuri” può essere non solo caucasica, ma anche asiatica, mentre una persona con capelli scuri e crespi può essere nera o caucasica o… metà e metà!, secondo il pensiero di ciascuno.

Un Bambino con i capelli del color del grano maturo e gli occhi blu come l’acqua di profondi laghetti alpini, quindi, non è esattamente quel che si dice un’immagine che un Africano possa riconoscere come “propria”!

In base a questo semplice ragionamento, Soeur Agnès della Congregazione di Suore “Dames de Marie” decide di “adeguare” il colore della statuina alle aspettative dell’immaginario collettivo burundese. Armata di pennarello nero, colora le iridi di Gesù e, contenta del risultato ottenuto, si accinge a trasformare anche la pelle del Piccolo. Il pennarello, però, è troppo scuro: cosa usare? Pensa-pensa-pensa…. sì!, trovato! Soeur Agnès prende il lucido da scarpe noto con il nome di “Testa di Moro” e, lesta lesta, pittura di marrone il viso, le braccia e le gambe della statuina! E qui avviene l’imprevisto: per una strana reazione chimica, il materiale (plastica?) di cui è fatto il Piccolo Personaggio reagisce con il liquido bruno, dando origine ad un improbabile color … arancione! Orripilata, la povera sorella si precipita a prendere il bottiglione dell’Eau-de-Javel (la varechina) e strofina vigorosamente il visetto di Gesù, rendendolo… fosforescente, brillante come una gemma catarifrangente!

Soeur Agnès lascia la chiesa e corre da me, chiedendo consiglio e, possibilmente, aiuto: vado subito in chiesa per rendermi conto dell’entità del “danno”, ma non c’è nulla che io possa fare, purtroppo. Gesù Bambino sembra affetto da un morbo di Wilson in fase particolarmente avanzata! Non ho colori a tempera che possano in qualche modo coprire quell’arancio sfacciato, né sono in grado di capire “perchè” una pelle plasticosa ma bianca si sia trasformata in una sorta di agrume arancioso a contatto con un liquido marrone scuro. Consiglio alla buona suorina di ripetere più volte l’operazione con il lucido da scarpe, senza più utilizzare la candeggina: con un po’ di fortuna, magari, il visetto di Gesù assumerà un colorito un po’ più abbronzato e un po’ meno malato…

Non so quante applicazioni vengano fatte nei pochi giorni che ci separano dal giorno di Natale, ma, la mattina del 25 Dicembre, Gesù Bambino sembra un piccolo africano… affetto da itterizia! Dopo la Messa, la folla dei fedeli sfila lentamente davanti al tavolone che ospita l’allestimento natalizio. Trattengo il fiato mentre i Bimbi Barundi e le loro Mamme ammirano il presepio e commentano vivacemente il colore della pelle del Neonato: non sono in grado di capirli, ma i toni mi sembrano semplicemente “sorpresi”, “piacevolmente sorpresi”, oserei dire. Père Isaia – il parroco – me lo conferma: nonostante i miei timori e le mie considerazioni “da medico”, il Bambino scuro-ma-praticamente-itterico è piaciuto! Brava Soeur Agnès!

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