Omeopatia. Perchè?

Nei primi anni dopo la laurea, come la maggior parte dei giovani medici, ho lavorato sia in ospedale, come Specializzanda in Malattie Infettive, sia sul territorio, nel servizio di Guardia Medica o sostituendo Colleghi Medici di Base o Pediatri.
All’epoca, le banche-dati informatizzate ambulatoriali non esistevano: c’erano, al massimo, dei libretti o delle schede per i Pazienti con patologie multiple o per i “cronici”.
Scorrendo le schede pediatriche, mi stupivo sempre nel vedere con quanta frequenza determinate patologie si ripresentassero nelle stesse personcine: possibile che bambini apparentemente normali, potessero produrre tre otiti, tre tonsilliti e quattro bronchiti in quattordici mesi, prendendo, ogni volta, uno-due antibiotici, antistaminici, cortisonici e quant’altro?
Possibile!, evidentemente.
Mi rendevo conto che, per adulti e bambini, venivano prescritti – anche da me! – anti-biotici, anti-istaminici, anti-piretici….e via di “anti”, come se la nostra fosse una battaglia “contro” le patologie del Paziente, pronti a coglierne ogni singola manifestazione “fuori dalle righe” per bloccarla, intrappolarla, cancellarla.
Personalmente, ho sempre cercato di avere una visione completa dell’Individuo, della Persona che esiste oltre il Malato-Paziente: ho tentato, insomma – tanto per usare una parola di moda – un approccio “olistico” alle varie situazioni.
Ho iniziato un mio cammino di ricerca, un percorso che mi ha portato prima a lavorare come ecografista, in modo da non dover “trattare” i Pazienti, pur “avendo a che fare” con loro e con il mondo della malattia, e che poi mi ha condotta all’Omeopatia.
Cos’è per me l’Omeopatia? È il bandolo della matassa, il punto d’incontro tra le esigenze dei Pazienti d’essere curati – quando possibile! –  in maniera più dolce, meno aggressiva rispetto a quanto fa la Medicina tradizionale, e la necessità di usare meno farmaci, meno antibiotici, anche  per non creare resistenze sempre più importanti tra i batteri.
L’approccio omeopatico dà grande importanza anche all’alimentazione ed allo stile di vita delle Persone, attuando in questo modo una magistrale sinergia d’intenti fra le parti coinvolte (Paziente, Medico e Trattamento) sinergia che non può che portare al miglioramento, se non alla completa guarigione, dell’Individuo.
È questa, credo, la sintesi del mio modo di vedere e trattare le persone ammalate: uno sguardo a ciò che si può migliorare (dieta e stile di vita), rimedio omeopatico unico e qualche fitoterapico, quando è proprio necessario. Il tutto senza mai dimenticare che, grazie al cielo, gli antibiotici ed i cortisonici esistono: se così non fosse, infatti, dovremmo proprio metterci al lavoro per inventarli!

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