Tempo d’Estate, di verdure succose e colorate, tempo di preparare marmellate e giardiniera!
Un paio d’anni fa, la Signora Serena, una delle mie (fortissime, invincibili e impareggiabili) Mamme mi ha regalato un vasetto di giardiniera preparata da lei: favolosa, semplicemente!
Verdure croccanti, saporite come appena raccolte, nonostante la cottura!, un leggero ma inconfondibile sapore di olio extravergine di oliva, un’idea di pepe e un’ombra di delicatissimo aceto (di mele, quasi sicuramente!)
In occasione della visita successiva, abbiamo parlato di quella che, a casa, è diventata la “mitica giardiniera di Mamma Serena” (nella nostra… saga familiare, c’è anche il “mitico ragù di papà”, ma quella… è un’altra storia!): generosissima, la Signora Serena s’è offerta di portarmi qualche altro vasetto di deliziosa verdura conservata, ma – a quel punto – mi son fatta coraggio:
-Signora Serena, perché non mi fa un regalo davvero gigante e non mi spiega come farla?
E Mamma Serena m’ha dato la ricetta.
L’anno scorso, ho preparato tanti vasetti di fantastiche verdure estive, che hanno colorato e ravvivato i nostri pasti invernali: già, le verdure in giardiniera agro-dolce, preparate con tanto amore durante i mesi più caldi, portano in sé il calore del Sole e il colore dell’Estate, sono una gioia per gli occhi e uno spicchio di felicità per il palato!
Anche quest’anno, quindi, poco prima di Ferragosto, ho deciso di riempire la dispensa di Sole e di Estate.
Acquistate le verdure, ho lavorato alacremente per due mezze giornate: lava e sterilizza i vasetti (riciclati) – lava, monda, taglia e metti a marinare per una giornata – versa nei vasetti, fai bollire, lascia riposare i vasetti (rovesciati) su un tagliere… il tempo vola, quando si lavora divertendosi e ci si diverte lavorando!
E ora, carissime Amiche e carissimi Amici, vi propongo la ricetta in agrodolce di Mamma Serena:
• 3 kg di verdure già mondate
• 700 ml di aceto (di mele o altro)
• 500 ml di olio extravergine di oliva
• 3 cucchiai da tavola, colmi di sale grosso non iodato (corrispondono a circa 100 gr di sale)
• 300 gr di zucchero bianco
• 2-3 cucchiai di pepe nero in grani
Servono, ovviamente, dei vasetti di vetro precedentemente lavati e sterilizzati e dei coperchi non riciclati, meglio se nuovi, in modo da garantire una chiusura ermetica.
Tagliate le verdure a pezzettoni (“abbastanza grandi da non sembrare ‘pezzi di scarto’ e abbastanza piccoli da poter essere mangiati senza la necessità di tagliarli con il coltello”), le ho pesate e mescolate – nelle giuste proporzioni – al liquido di marinatura e al pepe in 3 grandi ciotole e le ho lasciate riposare per 24 ore.
Ho preparato il liquido di marinatura dopo avere pesato le verdure, in modo da averne a sufficienza: sale + zucchero + aceto + pepe in grani, mescolando accuratamente in modo da sciogliere bene sia lo zucchero sia il sale, e da ultimo l’olio.
Il giorno successivo, ho messo le verdure e il liquido nei vasi di vetro (il liquido deve coprire perfettamente le verdure, senza bolle d’aria tra i pezzi), vasi di cui ho pulito il bordo e il “collo” dopo l’invaso (la presenza di residui di verdure o altro ne comprometterebbe la chiusura ermetica) e che ho chiuso con dei tappi nuovi; pochi per volta, ho sistemato i miei vasi in un paio di pentole e ho aggiunto acqua fino a un’altezza pari ai ¾ circa dei vasi stessi, ho portato il tutto a ebollizione e ho lasciato bollire piano per 6-7 minuti.
Trascorsi i 6-7 minuti, ho tolto i vasi dall’acqua bollente, ho controllato che fossero chiusi ermeticamente e li ho rovesciati su un tagliere.
È importante, trascorsi i 6-7 minuti di bollitura, non lasciare i vasi nella pentola: la cottura proseguirebbe, e le verdure perderebbero la loro croccantezza.
Adesso, la mia dispensa è piena di colori, pronta a fornire verdure fantastiche per ogni occasione!
Un giorno, una Paziente che seguo per problemi di alimentazione m’ha chiesto:
-Che strano… perchè nel ricettario che mi ha dato ci sono delle ricette con nomi di persona?
E’ vero: nel Ricettario che fornisco ai Pazienti che seguo, ci sono ricette dai nomi un po’ particolari: Giardiniera di Serena (appunto!), Patate di Paola, Risotto di zucca di Adriana, Frolla di Daniela, Torta di rose di Vanda, Dolce al cioccomenta della Francesca…
Chi sono le persone che hanno dato il nome alle mie ricette? Semplice: sono le persone che mi hanno dato le ricette stesse!
Archiviare una ricetta di cucina che mi piace particolarmente con il nome di chi me l’ha fatta assaggiare o di chi me l’ha data è un modo per non dimenticare le persone: quando preparo un certo piatto o un dolce particolare, infatti, ogni volta ricordo e mentalmente ringrazio la persona cui devo i preziosi suggerimenti…
E adesso, carissime Amiche e carissimi Amici, BUON LAVORO e BUON APPETITO con “La Giardiniera di Serena”!
