Halloween… ma anche no, grazie!

Inizio Anni Novanta. Una nuova serie-TV sta letteralmente spopolando tra i ragazzi, coinvolgendo anche i trentenni: “Beverly Hills 90210”, che verrà in seguito definita “la serie più Anni Novanta di sempre”.

Una sera, con un’amica, guardiamo un episodio: è la serata di Halloween, una ragazza già grande accompagna due bambini mascherati (fantasmi? Maghi? Vampiri? Non ricordo…), che bussano alla porta delle case del loro quartiere chiedendo “dolcetto o scherzetto?” a chi apre…

Non ricordo la trama del telefilm, ma rammento perfettamente i commenti che facemmo la mia amica e io: “Halloween… chissà in quale periodo dell’anno cade e chissà di cosa si tratta esattamente… mah, questa cosa dell’andarsene in giro a bussare alle porte di sconosciuti per chiedere dolci e caramelle… ma, a noi, da bambini, non avevano insegnato a non accettare caramelle dagli sconosciuti? Questi qua vanno addirittura a ‘elemosinare’ dolci da chi manco conoscono…”.

La cosa finì lì, ma a me rimase un punto di domanda: cos’è Halloween?

Anversa, 1° novembre 1996. Sono le 4 del mattino: un autobus mi sta portando all’aeroporto, attraversando strade popolate da giovani adulti travestiti da fantasmi, da zombie o da… Dio solo sa che altro! Sono i “super-resistenti”, lo zoccolo duro di quanti hanno trascorso la nottata a “festeggiare” la notte di Halloween…
Il mio pensiero mentre l’autobus sul quale viaggiavo schiacciava zucche di plastica e stracci intrisi di (finto) sangue abbandonati sulle strade:
“Chissà quanto tempo impiegherà questa pagliacciata ad arrivare in Italia…?”

Nel condominio in cui ho abitato per diversi anni, Halloween è arrivata nel 2004 o 2005. La sera del 31 ottobre, squilla il campanello: quando mio marito apre la porta, la ragazzina dell’ultimo piano – travestita da (adorabile!) streghetta – lancia un sonoro “dolcetto o scherzetto?”, che lascia interdetto Roberto!
Trovandosi davanti un adulto ammutolito, incapace di pronunciar verbo per la sorpresa e, soprattutto, non dotato di caramelle, la ragazzina scappa a gambe levate!

Qualche anno dopo, anche i compagni di classe dei miei figli hanno iniziato a organizzare queste “spedizioni” di… questua!

Ogni anno, mi ripropongo di fare una ricerca accurata su Halloween: stavolta, ho iniziato con largo anticipo, in modo da arrivare al 31 ottobre con le idee un po’ più chiare.

I CELTI

Migrate da un originario centro in Asia Minore tra il VI e il III secolo avanti Cristo, le comunità celtiche si stabilirono in gran parte dell’Europa Occidentale, Centrale e Sudorientale, incluse l’Italia Settentrionale, le Isole Britanniche, la Gallia (l’attuale Francia) e la Penisola Iberica. Non esisteva, quindi, un “popolo celtico”, ma un insieme di tribù spesso in lotta tra loro: fu proprio questa frammentazione a renderle (non tanto facile!) preda dei Romani, che – molto più organizzati e militarmente superiori – sottomisero molte tribù celtiche (Gallia e parte meridionale della Britannia, ora nota come Inghilterra). L’Irlanda e l’odierna Scozia – allora rispettivamente chiamate Hibernia e Caledonia – sono le sole aree britanniche non conquistate dai Romani.

IL NOME

Halloween – in irlandese Hallow E’en – è la forma contratta di All Hallow’s Eve o “Vigilia di Tutti i Santi” (All, tutti; Hallow, santo, in inglese e scozzese arcaico; E’en sta invece per Eve, vigilia).
Quindi “Vigilia di Tutti i Santi”. Già, nei Paesi anglofoni è data molta importanza alla “vigilia”, alla “sera che precede…”, il Natale – Christmas Eve, il Capodanno – New Year’s Eve o… Ognissanti, appunto!

L’enfasi posta sulla vigilia era tipica dei Celti, della cui cultura restano ancora molte tracce nei Paesi di lingua inglese.

I Celti, pur coltivando anche i campi, vivevano prevalentemente di pastorizia: per loro, la fine dell’anno lavorativo coincideva con la fine dell’estate, con la transumanza, con il periodo in cui le greggi venivano riportate a valle, prima dell’inizio “ufficiale” della stagione fredda.
Il passaggio dall’estate all’inverno si chiamava Samhain, “fine dell’estate” – dal gaelico “samhuinn”.
Preparate le scorte per l’inverno e riportato ai villaggi il bestiame, la comunità poteva ripararsi dal freddo del lungo inverno e dedicarsi alla costruzione di utensili, ricordando e raccontando ai più giovani storie e leggende.

LA TRADIZIONE

I Celti pensavano al “tempo” come a un cerchio suddiviso in cicli, in sezioni, e ritenevano che il termine di ogni ciclo fosse molto importante e… magico!
Nella tradizione celtica, in occasione della vigilia dell’inizio di un nuovo anno, il 31 ottobre quindi, Samhain chiamava a sé gli Spiriti dei Morti in modo che le loro forze unite provocassero la fusione dell’Aldilà con il Mondo dei Vivi: una volta dissolto – solo temporaneamente! – il confine tra i due Mondi, gli Spiriti potevano tornare sulla Terra e far visita ai loro familiari.

Durante la notte del 31 ottobre, i Celti si ritrovavano nei boschi, dove accendevano il Fuoco Sacro di Samhain ed effettuavano sacrifici animali, animali di cui poi indossavano le pelli; la strada del ritorno era illuminata da cipolle o da rape scavate e riempite con le braci dello stesso Fuoco Sacro.

La mascherata e le lanterne servivano per spaventare gli Spiriti maligni e tenerli lontani. La festa del Samhain durava tre giorni.

IL CRISTIANESIMO

Le conquiste romane veicolarono il Cristianesimo ai Celti: la Chiesa tentò di sradicare culti e credenze pagani, riuscendovi solo in parte. Halloween, per esempio, fu in qualche modo “cristianizzata” con l’istituzione della festa di Ognissanti-1° Novembre e, in seguito, della Commemorazione dei defunti-2 Novembre; dobbiamo a Papa Gregorio III (nota 1) la decisione di spostare la Festa di Ognissanti dal 13 Maggio al 1° Novembre.

LA ‘GRANDE CARESTIA’ E LA DISPERSIONE DEGLI IRLANDESI

Tra il 1845 e il 1848, una malattia – la peronospora – distrusse la maggior parte dei raccolti di patate, un alimento-base degli Irlandesi: a causa della carestia che ne seguì, scoppiarono diverse epidemie, responsabili della morte di decine di migliaia di persone.
Centinaia di migliaia di persone si ammassarono sulle navi dirette negli Stati Uniti: il livello della mortalità fra questi disperati era talmente elevata che le navi stesse venivano denominate ‘coffin-boats’, navi-bara.

Giunti negli Stati Uniti, gli immigrati irlandesi crearono una forte comunità, che mantenne vive feste e tradizioni della patria lontana, compresa la celebrazione di Halloween.

Nel tempo, la festa del 31 ottobre ha conquistato gli Stati Uniti diventando un’occasione di divertimento e di spese più o meno… paurose!

COME SIAMO ARRIVATI ALL’ATTUALE “CELEBRAZIONE DI HALLOWEEN”

All’inizio del Novecento, con il diffondersi dei tradizionali festeggiamenti, la festa di Halloween divenne una notte di bravate, soprattutto da parte dei giovani, con scherzi anche pesanti, che spesso causavano danni.
Bande di ragazzi scatenati asportavano le porte delle toilette pubbliche, distruggevano staccionate e recinzioni, bloccavano strade o buttavano sapone sui finestrini delle auto e uova contro le case.

Le cronache dell’epoca, parlano anche di atti vandalici, con danni alle proprietà e piccoli incendi.

La cosa stava diventando insostenibile e le comunità si chiedevano come rendere “sicura” la notte del 31 ottobre.
I giornali giocarono un ruolo importante nel cambiamento della notte di Halloween: iniziarono, infatti, una campagna di incoraggiamento per una “festa in famiglia”, per divertenti feste in un ambiente familiare e amichevole, ricevimenti adatti anche alle famiglie.
Le persone furono incoraggiate a riunirsi per divertirsi in compagnia; durante queste feste, non mancavano i giochi di società e, tra questi, anche il “future-telling”, per predire il futuro e scoprire chi, tra i giovani, si sarebbe sposato per primo.

Divertimenti “sani”, bene organizzati, quali la pesca delle mele in un barile d’acqua o l’uso di candele per predire il futuro e altri giochi tradizionali, un tempo legati ad altre festività, divennero parte della “serata di Halloween”.

Diverse aziende compresero subito che tale cambiamento poteva essere sfruttato a vantaggio dei loro affari e iniziarono a “produrre per Halloween”.
Possiamo però collocare l’inizio della mercificazione della festa di Halloween in un anno ben preciso: il 1909, anno in cui la Dennison Manufacturing Company, specializzata in prodotti cartacei, carta crespa soprattutto, lanciò sul mercato il primo Dennison’s Bogie Book, un libretto zeppo di idee e di consigli per l’organizzazione di feste, la realizzazione di costumi e di… menù!

Gatti neri, streghe e diavoli da ritagliare: dalle decorazioni per gli ambienti ai segnaposti a tavola ai costumi… quasi tutte le proposte prevedevano l’utilizzo dei prodotti in carta della Dennison stessa!

Ogni casa poteva essere facilmente trasformata in un luogo “di festa” seguendo i consigli del Bogie Book, ognuno poteva organizzare un ricevimento perfetto, avendo a disposizione i suggerimenti per intrattenere gli ospiti, preparare giochi di società, piatti speciali e decorazioni di ogni tipo.

Da quel momento, Dennison Manifacturing iniziò a stampare il “Bogie Book” ogni anno.

Attività commerciali quali la Dennison fecero ben più che offrire merci: insegnarono agli Americani una nuova modalità di festeggiamento, riuscendo a creare la domanda di specifici articoli e trasformando Halloween in un evento che prevedeva l’acquisto di tantissimi nuovi prodotti!

Tale cambiamento tolse alla sera del 31 ottobre la sua nomea di “serata degli scherzi”, dirottandola verso un qualcosa di ben organizzato e focalizzato sul consumismo delle celebrazioni familiari.

…e questo ci dimostra quanto le aziende possano inventare “nuove tradizioni” e trasformare una giornata di festa “popolare” in qualcosa di completamente diverso.

…E I DOLCI?

Nei primi anni del ‘900, i ragazzini organizzavano – come già detto – scherzi anche piuttosto pesanti e danneggiavano le altrui proprietà; negli Anni ’30, per ovviare a questo inconveniente che ancora persisteva, venne proposta una nuova idea: il “trick-or-treating”, il famoso “dolcetto o scherzetto”.
I bambini travestiti da fantasmi o da maghi e streghe bussavano alla porta dei vicini, chiedendo: “Trick or treat?” – ricevendo dei “treat”, dei dolcetti quali frutta, noci o caramelle, in cambio del “non trick”, l’astensione da scherzi antipatici.

Il “trick or treating” non prese immediatamente piede: divenne molto popolare a partire dagli Anni Cinquanta… e di nuovo le attività commerciali videro una possibilità per i loro affari.

Con milioni di bambini che bussavano alle porte dei vicini per il “trick-or-treatening”, i produttori di dolci quali Mars e Hershey avevano un nuovo, grande!, mercato: iniziarono a produrre dolcetti incartati singolarmente, piccole barrette di dimensioni perfette per i bambini.

…e i dolci divennero la parte centrale della festività di Halloween!

Tante famiglie preparavano in casa tortine e caramelle da distribuire ai bambini, ma, negli Anni Settanta, si diffusero storie – spesso completamente inventate – di cioccolatini avvelenati o di frammenti taglienti nascosti nei dolci: i manufatti casalinghi scomparvero e i prodotti industriali, incartati uno per uno, divennero la scelta migliore per i genitori.

E OGGI?

Oggi, Halloween è diventato un vero affare: si calcola che, qualche anno fa, nei soli Stati Uniti siano stati spesi oltre 13 miliardi di dollari in costumi, dolci e decorazioni per le case!

Negli Stati Uniti – e non solo! – le feste di Halloween sono diventate dei ricevimenti per adulti, in cui ci si presenta con costumi di sartoria.

Grazie a film e telefim, le “tradizioni” statunitensi inerenti Halloween si sono diffuse un po’ ovunque nel mondo, spesso mescolandosi alle celebrazioni di feste locali molto più antiche, quali il Dìa de los Muertos in Messico, in cui si celebrano – insieme – la Vita e la Morte.

BENE, la mia ricerca è finita.

Penso all’antica festa celtica: ai giorni nostri, ben poco è rimasto dello spirito celtico! Restano i costumi mostruosi, che non si indossano per spaventare gli Spiriti Maligni, cui nessuno sembra credere più, resta… niente altro, mi pare!

…e anche quest’anno ci saranno i soliti bambini mascherati, accompagnati da mamme travestite da improbabili streghette, che busseranno alle porte elemosinando dolci di cui non hanno alcun bisogno… sigh…

Zucche di Halloween

Foto di ClickerHappy in Pexels

(nota 1)Papa Gregorio III, ora venerato come santo – nato in Siria nel 690, morto a Roma nel 741; 90° papa, dal 731 alla sua morte.

Sitografia:

Samhain, la vera storia di Halloween
A History of Dennison’s Bogie Book and Halloween, di Sarah Wassberg Johnson
Story of Halloween, English Fabule

Questo articolo ha un commento

  1. Rosanna

    E vogliamo parlare di tutte le altre feste inventate o “gonfiate” dalle industrie, in primis dolciarie, ma a seguire di ogni tipo? La festa della mamma, la festa del papà, la festa degli innamorati a San Valentino… e chi più ne ha più ne metta. Tutto l’anno è diventato una gigantesca giostra consumistica punteggiata di festività che spingono a comprare, comprare, comprare.

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