Bio Terapia Nutrizionale, Fitoterapia, Omeopatia o Naturopatia?

Dott.ssa Adami

-… ma allora, Omeopatia e Fitoterapia corrispondono a Naturopatia? ….e dove collochiamo la Bio Terapia Nutrizionale? Ci conosciamo da tanti anni ma non gliel’ho mai chiesto, Dottoressa: lei è una Naturopata?

Questa domanda mi è stata posta proprio ieri da una delle mie Pazienti.

A questo punto, mi sono chiesta: ma io… sono una Naturopata?

Non me lo sono mai chiesto. Davvero.

Naturopata. Pensandoci bene… non so neanche cosa significhi esattamente!
Naturo-patia. Malattie di Madre Natura? Non mi sembra una definizione plausibile…

E quindi, da brava (ex-)ragazzina studiosa, ho iniziato un mio piccolo lavoro di ricerca.
Innanzi tutto, la parola “Naturopatia” – il termine fu coniato nel 1895 dal medico statunitense John Scheel, che mise insieme le parole Nature’s-della Natura e Path-Sentiero: “Sentiero della Natura”, quindi. Meno accreditata la derivazione da Natura + Pathos (in greco: empatia, simpatia, sofferenza): “Empatia (sofferenza???) con la Natura”, quindi.

Quali sono i principi su cui si fonda la Naturopatia?

Consultando diversi siti, sono giunta alla conclusione che 6 sono i principi su cui si basa la Naturopatia:
Primum non nocere – innanzi tutto, non nuocere, non causare danni. Per ciascun Paziente, il Naturopata sceglie il trattamento meno invasivo
Vis medicatrix Naturae – Forza risanante della Natura. Il Naturopata riconosce al corpo la capacità di curare se stesso con l’aiuto di Madre Natura
Tolle causam – rimuovere la causa. Il Naturata riconosce la causa prima della patologia e cerca di rimuoverla
Docere – insegnare. Il Naturopata svolge un compito educativo nei confronti del Paziente indirizzandolo alla salute con consigli inerenti lo stile di vita, l’alimentazione
Tolle totum – farsi carico di tutta la persona. Il Naturopata si prende carico della persona nel suo insieme, considerando il suo stile di vita, la sua storia familiare, la sua dieta (intesa come “modalità di alimentarsi”), la sua storia medica pregressa, il suo stato fisico, mentale ed emozionale, senza limitarsi al singolo disturbo
Praevenic – prevenire. Il Naturopata lavora promuovendo uno stile di vita che porti al benessere e alla salute e prevenendo così l’insorgere della malattia.

Inutile dire che tali principi sono anche alla base della mia attività medica quotidiana. Ai miei Pazienti propongo uno stile di vita “salutare”, in cui – secondo le attitudini e le necessità di ciascuno – devono trovare spazio anche attività fisica e corretta alimentazione.

In genere, prescrivo prodotti a base di erbe o rimedi omeopatici, ma se la situazione lo richiede… non esito a ricorrere all’antibiotico o al cortisone.

Quanto agli “invasivi interventi chirurgici”… grazie al cielo, i Chirurghi esistono perché quando servono, servono proprio!

Nel mio viaggio in “rete”, ho scoperto che il tedesco Benedict Lust è considerato uno dei fondatori della Naturopatia: è stato, addirittura, direttore (e proprietario) della prima clinica naturopatica del New Jersey. Sua moglie Louise, invece, si è “specializzata” in “ginecologia naturopatica” e, essendo un’ottima cuoca, ha scritto il libro “The Practical Naturopathic Vegetarian Cook Book”, tutt’ora in commercio.

Ritengo che l’alimentazione sia fondamentale: consumare cibo-spazzatura e sentirsi bene sono azioni assolutamente incompatibili! O l’una o l’altra! Anzi, mi spingo anche un po’ oltre: in tante situazioni patologiche, una sana alimentazione, a base di cibi bene abbinati tra loro e cucinati adeguatamente, può davvero “fare la differenza”!

Predecessore di Benedict Lust e di Kneipp, suo maestro, nonché di Lindlahar, persone considerate “padri fondatori della Naturopatia”, fu il ceco Vincent Priessnitz. A Priessnitz va il merito d’avere inventato l’Idroterapia: fondò le terme morave di Jesenik, dove, in 25 anni, curò qualcosa come 40.000 pazienti; il Balneopark è oggi noto anche come “Parco Termale di Priessnitz”.

Secondo i siti da me consultati, nessuno di questi personaggi, denominati “dottori”, fu anche “medico”, nel senso di “persona laureata in Medicina presso una facoltà universitaria”.

A tutt’oggi, la professione di “Naturopata” non è regolamentata dallo Stato Italiano: il Naturopata può esercitare la propria professione, ma “senza invadere le professioni già esistenti, tra le quali quella del medico (…) e del farmacista (…)”.

A questo punto, mi sono posta una domanda: quale titolo di studio è previsto per iscriversi a una Scuola di Naturopatia?

Ho trovato la risposta sul sito d’una delle Scuole italiane di Naturopatia, alla voce “Requisiti d’ammissione”:
“Il corso è aperto a tutti, a chi possiede un Diploma di Scuola Media Superiore o un diploma di estetista, infermiere professionale, erborista, fisioterapista…
All’atto dell’iscrizione è necessario presentare una fotocopia del diploma di studi (se lo si possiede)…”.

Quindi, non necessariamente il Naturopata è “medico”, intendendo il termine nella sua più comune accezione di “laureato in Medicina e Chirurgia presso una Facoltà Universitaria”, come più sopra detto.

Penso d’avere comunque trovato la risposta per la mia Paziente: nel mio lavoro, mi faccio carico della Persona-Paziente a tutto tondo, valutando non solo il disturbo che la porta da me, ma anche il suo stile di vita, la sua modalità di interagire con l’ambiente, il suo modo di alimentarsi.
Quando devo scegliere una modalità d’intervento mi oriento sull’opzione meno “invasiva” e più adatta alla Persona.

E se agire in questo modo significa “comportarsi da Naturopata”, ebbene, io ritengo di farlo.

Talvolta, però, è necessario tener conto non solo della situazione oggettiva, ma anche della situazione contingente, di ciò che il Paziente vive (o teme o odia) in quel preciso momento della sua vita. Già, può essere preferibile dare un antibiotico o un cortisonico, esattamente come farebbe “un Medico tradizionale”, anche se un “banale” trattamento fitoterapico potrebbe essere più che sufficiente per la patologia in atto.

E se agire in questo modo, prendendosene tutta la responsabilità e portandone sulle proprie spalle e nella propria coscienza l’eventuale “carico” morale, significa “essere Medico”, ebbene, io mi sforzo di esserlo.

Siti consultati:

A proposito di Naturopatia:
o boucherclinic.org/blog/principles-of-naturopathic-medicine/ – con libera traduzione dei “Principles”
o www.ambrosinaturalmedicine.eu/allegati/Sintesi.Storia.Naturopatia.pdf – sintesi della storia della Naturopatia
o www.aicto.it/aspetti-giuridici-della-professione-di-naturopata/

A proposito del dottor Lust:
o it.wikipedia.org/wiki/Benedict_Lust
o quackwatch.org/naturopathy/hx/fishbein/

A proposito del dottor Priessnitz:
o www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1949807
o www.czechtourism.com/it/n/therapeutic-legacy-vincenc-priessnitz/
o it.wikipedia.org/wiki/Vincent_Priessnitz

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