FITOTERAPIA E OMEOPATIA

Gli Animali – tutti gli animali! – sanno perfettamente quali erbe assumere per curare (quasi tutti) i loro malanni.

L’Uomo non fa eccezione: da sempre, ha seguito il proprio istinto nella scelta di questa o quella pianta, ha osservato e studiato l’effetto di vegetali ingeriti accidentalmente e ha trasmesso agli individui più giovani le conoscenze così acquisite.

Il Mondo Vegetale ha offerto all’Umanità le prime possibilità di cura, fino a quando gli Uomini stessi non hanno iniziato a sintetizzare in laboratorio le sostanze fino ad allora estratte dalle piante (Digitalis purpurea e digossina, Atropa belladonna e atropina…).

Da ragazzina, ascoltavo le mie anziane zie raccontare dei “miracoli” operati dal tasso barbasso sulle verruche o dalla malva sul “mal di pancia” piuttosto che dal papavero sulla tosse. Non so quanto “esperte” fossero le mie zie nell’arte del “curare con le erbe”: forse, avevano poche nozioni, limitate a un piccolo numero di piante, ma… mi è rimasta la voglia di conoscere, almeno in parte, il “magico mondo delle erbe”, quel mondo nel quale alcune delle mie antenate sembra si muovessero davvero bene.

Qualche anno fa, dopo anni di letture e di studi come autodidatta, ho deciso di frequentare una Scuola di Fitoterapia, una scuola triennale, ben strutturata, in modo da imparare in maniera sistematica qualcosa di codificato e “accettato” anche a livello accademico.

E così ho fatto: le tinture madri e i macerati glicerici, piuttosto che le capsule contenenti la pianta seccata, fanno ormai parte da tempo del mio personalissimo “arsenale terapeutico”.

La Fitoterapia non sostituisce la Medicina Tradizionale, ma può fornire un valido completamento alla stessa e un ottimo supporto per i Pazienti.

 

Quanto all’Omeopatia… devo confessarlo: il mio interesse è nato davvero per caso!

Diversi anni dopo essermi laureata in Medicina, infatti, durante una delle tante “sostituzioni” di Colleghi di Medicina Generale, ho incontrato una Paziente che, a seguito d’una caduta, aveva riportato un trauma alla colonna: dimessa dall’ospedale con la prescrizione d’un potente antidolorifico, si era rivolta a un amico Farmacista per avere il farmaco. Conoscendola da anni e sapendo che soffriva d’una forma di gastrite importante, il Farmacista le aveva consigliato di prendere un po’ di Arnica e di attendere per qualche giorno. Combattuta tra il dolore per la caduta, il pensiero della sua gastrite e la “nessuna fiducia” (sono parole sue!) verso l’Omeopatia, la signora aveva preso a malincuore i granuli di Arnica… ricevendone un gran beneficio!

La vicenda mi è stata raccontata dalla Paziente stessa, quando venne in ambulatorio per avere una prescrizione: fu quello l’inizio del mio interesse per l’Omeopatia! (se vuoi conoscere l’intera storia, puoi cliccare qui)

Frequentata una Scuola Unicista, ho ottenuto i titoli necessari per iscrivermi al Registro degli Omeopati istituito dall’Ordine dei Medici di Verona. Io stessa ho insegnato l’Omeopatia per diversi anni, prima a Verona, alla Scuola di Medicina Omeopatica, e poi a Milano, presso il Centro Studi La Ruota.

Alla luce di tante esperienze, quando una Persona si rivolge a me per un problema di salute cerco di valutare la cosa da tutti i punti di vista, proponendo interventi a più livelli.

In genere, propongo un miglioramento del regime alimentare e dello stile di vita, prescrivo un prodotto omeopatico (come “unicista”, consiglio sempre un solo preparato, cercando di avvicinarmi il più possibile al “simillimum”) e, talvolta, completo il tutto con fitoterapici, sempre stando bene attenta a che i prodotti da me raccomandati si adattino alle eventuali terapie “tradizionali” che il Paziente già segue.

Medicina “tradizionale”, aggiustamenti nutrizionali, Fitoterapia e Omeopatia: perché no tutti insieme, o variamente combinati, se lo stato di salute della Persona ne può giovare?

Il Paziente è uno e l’Arte della Medicina deve avvalersi di tutte le “frecce” disponibili per consentirgli di raggiungere il miglior grado di benessere possibile!