Febbre & dintorni – prima parte

Carissimi Amici,
oggi vorrei dirVi qualcosa sulla febbre.
Come tutti sappiamo, la febbre è una reazione dell’organismo ad una aggressione da parte di virus, batteri o altri micro e macro-organismi. La febbre – quindi – è un “sintomo”, non una “malattia”, da combattere e distruggere!
Potremmo dire tante cose sull’argomento “febbre”, ma, oggi, vorrei soprattutto condividere con Voi il contenuto di un articolo che ho letto recentemente.
Da parecchi anni sono iscritta alla F.I.A.M.O. – Federazione delle Associazioni e dei Medici Omeopati Italiani – ed alla “mailing-list” della stessa. Qualche giorno fa, ho ricevuto, quindi, la segnalazione di un articolo inerente la febbre, articolo veramente interessante!

Sapete qual è il modo migliore per diffondere il virus dell’influenza
ed infettare tutti coloro che Vi stanno accanto???
Prendere dei farmaci per abbassare la febbre
ed annullare i sintomi dell’influenza stessa!

Già, secondo David Earn – matematico della McMaster University (città di Hamilton – Ontario, Canada) – i farmaci contro l’influenza fanno proprio questo: migliorano i sintomi e facilitano il contagio!
David Earn ha recentemente pubblicato i risultati di uno studio con cui che dimostra che il fatto di abbassare la febbre aiuta il virus a diffondersi, con risultati anche mortali (se ad essere infettate sono persone già affette da altre gravi patologie).
I ricercatori della McMaster University hanno condotto il loro studio secondo un modello matematico costruito sui furetti, animali con sintomi influenzali simili a quelli umani: la diffusione del contagio aumenta del 5% se i soggetti malati vengono trattati con antipiretici. Un aumento del 5% può sembrare molto limitato, ma – non dimentichiamolo! – viene applicato alla popolazione che ogni anno contrae l’influenza, una popolazione di decine e decine di migliaia di individui.
La febbre alta stimola il sistema immunitario a lottare contro l’infezione, a distruggere in breve tempo il virus: l’antipiretico – invece – blocca l’aumento della temperatura, indebolendo le difese immunitarie, che non sono più tanto efficaci nel limitare la carica virale, e favorendo così la diffusione del virus stesso.
Secondo questo studio, nel solo Nord-America si potrebbero evitare almeno mille morti se coloro che hanno contratto l’influenza se ne stessero a casa, al caldo, sotto le coperte, lasciando perdere ibuprofene, paracetamolo ed acido acetilsalicilico.
L’influenza è una malattia infettiva contagiosa estremamente complessa, condizionata da moltissimi fattori, e, come giustamente sostengono i ricercatori della McMaster, la temperatura non è certo l’unico elemento in causa nel favorirne o frenarne la diffusione, ma… cosa possiamo fare noi per difenderci?
Per prima cosa, ricordiamoci che, se il nostro organismo ammala, lo fa “anche” perchè necessita di un po’ di riposo, di una “tregua” dagli impegni quotidiani, siano essi di lavoro o di studio. Quindi, l’influenza è un’ottima “scusa” per ficcarci sotto le coperte, al caldo, lasciando al nostro corpo il tempo di riprendersi e di lottare.
La cosa meno opportuna da fare, a questo punto, è la corsa in farmacia per procurarci i “miracolosi farmaci antinfluenzali”, tanto propagandati dai giornali, dalla pubblicità televisiva e via-internet.
Se ad essere malati sono i nostri bambini, coccole e cartoni animati (e libri di fiabe letti da Nonni di buona volontà) possono fare miracoli!
Se al riposo aggiungiamo anche tisane e minestrine d’aglio, noti rimedi antivirali, il successo è (quasi) garantito!

Attenzione: Vi ricordo, però, che la “diagnosi” – si tratti di influenza, di bronchite o di qualunque altra malattia – la pone il Medico e che, se si è affetti da altre patologie croniche, il solo riposo a letto può non bastare.

Riferimenti bibliografici: Proc. R. Soc. B vol. 281 no. 1778 20132570 Published 22 January 2014
TAGS: fever, David Earn.

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