Ma guarda un po’ le coincidenze!
Ieri, mentre stavo ascoltando una favola in inglese su YouTube, la CassaPanca del Tempo mi ha restituito due fogli d’un mio vecchissimo quaderno di… PRIMA ELEMENTARE!
Sui due fogli ingialliti, spicca un orologio, un’immagine pubblicitaria accuratamente ritagliata da un giornale e una frase: “L’Orologio ricorda a Teresa Adami che il Tempo è più prezioso dell’oro”.
Sono passati tanti anni, ricordo bene la ricerca sui giornali presenti in casa di un orologio che fosse “abbastanza grande ma non troppo” – come aveva detto la Maestra Lena – e che, soprattutto, fosse bello-bello-bello… bellissimo, degno del mio ordinatissimo quaderno!
Scelta l’immagine dell’orologio, chiesi a Mamma di aiutarmi a ritagliarla, in modo che l’immagine avesse i giusti bordi: per l’occasione, Mamma utilizzò le sue Forbici Speciali, quelle da sarta, che usava solo per tagliare i tessuti.
– Certo, uso queste forbici in via del tutto eccezionale, perché è una cosa speciale: penso che, accanto a questo ritaglio, la Maestra vi farà scrivere qualcosa di importante!
E così fu: il giorno successivo, quando tornai a casa con il mio orologio di carta debitamente incollato e la frase, Mamma mi disse:
– È vero, sai: il tempo è davvero molto più prezioso dell’oro!
– Davvero il tempo è più prezioso della mia collanina del Battesimo e dell’orologio che ti ha regalato zia Maria tanto tempo fa, prima che tu sposassi Papà?
A quel punto, Mamma si prese uno dei suoi rari momenti di riposo e, sorseggiando una bella chicchera di caffè, mi raccontò una delle sue storie:
– C’era una volta, tanto tempo fa, un contadino cui piaceva pescare: il pesce gli serviva per sfamare la famiglia, ma lui pescava davvero volentieri. In una buia notte di luna nuova, qualche ora prima dell’alba, partì con la sua canna, il secchiello dei vermi e un cuscino sul quale sedersi; conoscendo a memoria il sentiero che dalla casa conduceva al fiume, non portò con sé una lampada.
Ad un certo momento, inciampò in un fagotto che si trovava proprio nel bel mezzo del sentiero!
Brontolando un po’, afferrò il fagotto e lo infilò nel secchiello dei vermi.
Arrivato sulla riva del fiume, là dove l’acqua era profonda ma abbastanza calma per consentire ai pesci di abboccare, sistemò il suo cuscino, la canna da pesca, il secchiello dei vermi e il sacchetto trovato lungo il sentiero.
Visto che i pesci non abboccavano e che si stava annoiando un po’, disfò il nodo che chiudeva il fagotto e, con cautela, vi infilò una mano: sotto le dita, sentì una serie di sassolini di diverse dimensioni.
“Oh, caspita – pensò il nostro contadino – chissà chi è il buontempone che ha messo sul sentiero un sacchetto di sassi???!!??”.
Il tempo passava, i pesci non abboccavano e la noia aumentava: a un certo momento, l’uomo prese uno dei sassolini e lo gettò nel fiume: plonk, fece il sasso incontrando la superficie dell’acqua. “Chissà che rumore fa un sassolino piatto se provo a farlo rimbalzare…”: trovato un ciottolino piatto, lo lanciò. Plat-plat-plat-plat-plat-plink! “Però, ha fatto cinque bei rimbalzi prima di affondare!”.
Nel buio della notte, uno per volta, il contadino lanciò nel fiume quasi tutti i sassolini.
Quando la prima luce dell’alba ruppe l’oscurità, rischiarando il cielo e rendendo visibili gli alberi e il fiume, il contadino estrasse uno degli ultimi sassolini e lo guardò: a quel punto, si rese conto d’avere in mano una piccola pepita d’oro e, in un lampo, capì d’avere trascorso la notte a gettare nel fiume… un sacchetto di pepite d’oro!
Pianse e si disperò: con quell’oro avrebbe potuto sfamare la famiglia e tutti i figli e i figli dei suoi figli per almeno tre generazioni o comprare un campo più fertile o… ma, ormai, non c’era più nulla da fare! L’oro era andato, sparito, buttato con noncuranza nelle acque di un fiume profondissimo! Irrecuperabile!
A quel punto, Mamma mi fece una domanda:
– Secondo te, chi è la persona più anziana e più ricca che conosci?
– Direi… il signor Vito, mamma!
– Bene, quando la Signora in Nero – la Morte – arriverà per portarsi via il signor Vito, secondo te, lui potrà darle un po’ di soldini e farla tornare più tardi?
– No, non credo proprio!
– Secondo te, è possibile comprare dei giorni di vita?
– No, mamma! non credo proprio sia possibile…
– Vedi, tu hai ancora davanti a te tanti, tanti, tantissimi giorni, ma non è questo un buon motivo per sprecarli, per lasciarli andar via senza averli vissuti fino in fondo! Non rimandare al domani ciò che puoi fare oggi, vivi, vivi sempre!
La favola inglese che stavo ascoltando parlava di un contadino che, dopo una notte di plink, plank e plonk sulla riva del ruscello, s’era reso conto d’avere lanciato nell’acqua quasi un intero fagotto di diamanti.
Oro o diamanti, poco conta: i nostri giorni sono comunque contati, e val la pena non sprecarli, viverli bene, l’uno dopo l’altro, fino in fondo!
Perché il Tempo – sprecato o ben utilizzato che sia – non torna più indietro.

Foto di Mike in Pexels.