Oggi la Cassapanca del Tempo mi ha restituito un libriccino acquistato tanto tempo fa, quando ancora frequentavo il liceo: Les Fleurs du Mal, di Charles Baudelaire.
Dopo tanto tempo, si è ri-aperto su una pagina con la poesia che riporto più sotto e nella stessa pagina ho trovato un foglietto sgualcito, la fotocopia della riproduzione de La Nuit étoilée (Notte Stellata sul Rodano), uno dei capolavori di Vincent Van Gogh.
Baudelaire. Van Gogh.
I Poeti Maledetti. Gli Espressionisti.
Una lunga parentesi della mia vita.
Un momento di ascolto dei suoni delle parole.
Il ricordo d’un’epoca lontana, un ricordo sepolto sotto la polvere del Tempo.
Ve li propongo entrambi per questo mese di giugno, che si presenta caldissimo, con giornate lunghe e brevi notti stellate.
Il dipinto e la poesia, che – a torto o a ragione – ho sempre considerato legati a doppio filo.
PAYSAGE
Je veux, pour composer chastement mes églogues,
Coucher auprès du ciel, comme les astrologues,
Et, voisin des clochers, écouter en rêvant
Leurs hymnes solennels emportés par le vent.
Les deux mains au menton, du haut de ma mansarde,
Je verrai l’atelier qui chante et qui bavarde ;
Les tuyaux, les clochers, ces mâts de la cité,
Et les grands ciels qui font rêver d’éternité.
Il est doux, à travers les brumes, de voir naître
L’étoile dans l’azur, la lampe à la fenêtre,
Les fleuves de charbon monter au firmament
Et la lune verser son pâle enchantement.
Je verrai les printemps, les étés, les automnes ;
Et quand viendra l’hiver aux neiges monotones,
Je fermerai partout portières et volets
Pour bâtir dans la nuit mes féeriques palais.
Alors je rêverai des horizons bleuâtres,
Des jardins, des jets d’eau pleurant dans les albâtres,
Des baisers, des oiseaux chantant soir et matin,
Et tout ce que l’Idylle a de plus enfantin.
L’Émeute, tempêtant vainement à ma vitre,
Ne fera pas lever mon front de mon pupitre ;
Car je serai plongé dans cette volupté
D’évoquer le Printemps avec ma volonté,
De tirer un soleil de mon coeur, et de faire
De mes pensers brûlants une tiède atmosphère.
-
Charles Baudelaire, 1857 – Les Fleurs du Mal
PAESAGGIO
Io voglio, per comporre castamente le mie egloghe,
Coricarmi sotto il cielo, come un astrologo,
E, vicino ai campanili, ascoltare sognando
I loro inni solenni portati dal vento.
Le due mani sotto il mento, dall’alto della mia mansarda,
Vedrò il cantiere dove si canta e si chiacchiera;
I camini, i campanili, questi alberi maestri della città,
E i grandi cieli che fanno sognare l’infinito.
È dolce, nella nebbia, veder nascere
La stella nell’azzurro, la lampada alla finestra,
I fiumi di carbone salire al firmamento
E la luna spargere il suo pallido incanto.
Io vedrà le primavere, le estati, gli autunni
E quando arriverà l’inverno dalle monotone nevi,
Chiuderò ovunque porte e finestre
Per costruire nella notte i miei magici palazzi.
Allora sognerò orizzonti bluastri,
Giardini, zampilli d’acqua sgorganti negli alabastri,
Baci, uccelli che cantano sera e mattina,
E tutto quello che nell’Idillio c’è di più infantile.
La Rivolta, bussando invano alla mia finestra,
Non mi farà levare la fronte dal leggio;
Poiché sarò immerso nel piacere
Di evocare la Primavera con la mia volontà,
Di far sorgere un sole dal mio cuore,
E di creare con i miei pensieri brucianti una tiepida atmosfera.
-
Charles Baudelaire, 1857 – Les Fleurs du Mal
La traduzione della poesia è opera mia: mi assumo la responsabilità per ogni eventuale imprecisione.

“evocare la Primavera con la mia volontà…
Di far sorgere un sole dal mio cuore…”
Grazie dottoressa per aver proposto questa meravigliosa poesia che apre l’uomo alla speranza …e gli restituisce forza e determinazione nell’ affrontare anche i momenti più duri.
Grazie, Debora!
I momenti difficili non mancano mai, ma… come dice il Preside Silente all’inizio del terzo anno scolastico di Harry, Ron e Hermione a Hogwarts, “anche nei momenti più bui, la cosa importante è accendere una luce”.
…e nel nostro caso, anche una poesia può rappresentare un lumino… 😊
🙂🙂🙂