Dalla CassaPanca del Tempo – Una Poesia di Martin Niemöller

Oggi, sollevando il coperchio della CassaPanca del Tempo, ho visto un foglio ingiallito, con i bordi bruciacchiati: questa poesia, scritta a mano. Con la penna stilografica.

“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari,
e fui contento,
perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei,
e stetti zitto,
perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato,
perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
e io non dissi niente,
perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare”.

In un angolo, una data attira la mia attenzione “settembre 1989”: all’epoca, quando una frase o una poesia mi piacevano particolarmente, oltre a trascriverle – rigorosamente a mano e con la mia amata stilografica – bruciacchiavo i margini dei fogli, fingendo che gli stessi fogli fossero giunti a me in maniera fortunosa, dopo tante peripezie.

L’autore di questa poesia è il teologo e pastore tedesco luterano Martin Niemöller, un uomo coraggioso, che seppe “cambiare rotta” e scegliere “la cosa giusta”.

Comandante di U-Boot nelle Prima Guerra Mondiale, decorato con la Croce di Ferro, Niemöller fu inizialmente favorevole al Partito Nazionalsocialista.

Inizialmente.

Fino al 1934, quando iniziò ad opporsi al nazismo.

Nel 1937, fu imprigionato per ordine dello stesso Hitler e rimase per otto anni prigioniero in diversi campi di concentramento.

Sopravvisse al lager.

La poesia è molto conosciuta e viene spesso citata, ma il testo è piuttosto controverso e ne esistono diverse varianti: questa è la mia preferita.

Ha ispirato/influenzato anche diverse canzoni.

Ricordo bene il periodo in cui copiai la poesia del pastore Niemöller: Piazza Tienanmen e lo Studente fermo, disarmato, davanti alla colonna dei carri armati erano oggetto di lunghissime discussioni anche tra noi studenti italiani. All’università, era stata fatta una raccolta di firme di protesta, raccolta che era poi stata inviata all’Ambasciata di Cina a Roma.

Lo Studente si è opposto. Disarmato.

I carri armati hanno continuato la loro avanzata, con conseguenze prevedibili, ma le foto che ritraggono quell’Eroe Sconosciuto hanno fatto il giro del mondo e hanno contribuito a far conoscere all’estero la situazione cinese.

Lo Studente e gli altri Manifestanti hanno pagato con la vita perché altri potessero essere liberi.

Non hanno cercato scuse.

Non si sono nascosti dietro l’apatia politica che, nei secoli, ha consentito la nascita di mostri.

L’apatia politica. Esattamente ciò che il reverendo Niemöller stigmatizzava nei suoi sermoni.

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